Vintage

“Chiudi gli occhi, respira a fondo, sorridi. La vendemmia è festa”

Montalcino 2022

L’annata vinicola 2022 si è svelata come un canto di anticipazioni, con le gemme che germogliavano dieci giorni prima, danzando con 1,4 grappoli per tralcio in un abbraccio fertile. La primavera ha portato calori intensi e piogge leggere, mentre la vite si ergeva fiera, preparandosi alla fioritura del 3 giugno, un preludio dolce anticipato dal sole ardente. L’estate ha infuso un caldo opprimente, eppure la vite, madre resiliente, ha rallentato il suo corso, fronteggiando il caldo con grazia. Le nuvole hanno finalmente pianto a fine luglio, riportando equilibrio e vita. La vendemmia, un momento magico nei primi giorni di settembre, ha rivelato grappoli sani, senza scottature, intrisi di dolcezza moderata, un frutto d’amore e resistenza nella coreografia della natura. Davvero una gioia.

Montalcino 2023

L’inverno toscano ha portato con sé una benedizione di neve, riempiendo di spirito gli agricoltori e nutrendo la terra. La primavera del 2023 è sbocciata velocemente, con gemme che già il 3 aprile superavano la fase cotonosa, ma un’inaspettata gelata alle prime luci del 6 aprile ha portato danni nel fondovalle, risparmiando però i nostri vigneti abbracciati dalla dolce aria di mezza costa. A partire dall’8 aprile, un incessante battito di piogge ha inondato le vigne, rovesciando quasi il 50% della pioggia annuale in appena 75 giorni. Questo eccesso ha imposto sfide: erbe infestanti, necessità di costanti interventi fitosanitari, e una vegetazione esplosiva, ma con la nostra tenacia abbiamo affrontato il caos. Luglio ha portato due generose piogge, restituendo sollievo al clima; l’estate si è mostrata con temperature più miti, ma da metà agosto il caldo intensificato ha sollecitato strategie di difesa. La vendemmia, il 4 e il 12 settembre, ha svelato uve mature con un lieve ritardo, testimonianza di un’annata sfidante, ma ricca di speranza, in un terreno che ci invita sempre a sognare.

Montalcino 2024

Il 2024 si è presentato come un risveglio delicato, con un inverno mite e asciutto che ha anticipato il germogliamento di dieci giorni. Un brusco calo delle temperature ha poi riportato la flora su un ritmo regolare, preservando le viti dai gelidi capricci del gelo. La stagione vegetativa si è snodata sotto un cielo caldo e piovoso, i cui scrosci abbondanti hanno riecheggiato quelli del 2023, regalando vigore e salute ai nostri filari. Tuttavia, il sole rovente di fine luglio ha instillato al Sangiovese un arresto metabolico, un momento di riflessione che ha interrotto l’accumulo zuccherino. Settembre ha portato nuvole e piogge, affinando i profumi nei grappoli destinati al rosato, freschi e minerali, mentre le uve rosse, più esigenti, hanno prolungato la loro attesa. Con il richiamo della viticoltura d’altri tempi, abbiamo modulato il nostro approccio, diradando e sfogliando, per giungere a una vendemmia in ottobre, come negli anni ’70. Così, abbiamo vinificato uve dalla freschezza vibrante, con acidità bilanciate e gradazioni moderate, vivendo l’affascinante danza del tempo, un viaggio dal moderno all’antico che continua a incantarci.

Montalcino 2025

Il 2025 si è dischiuso come un risveglio vigoroso, con un suolo generosamente idratato a nutrire le viti. Il germogliamento ha danzato con diversi giorni di anticipo, dipingendo i pendii di verde tenero. La vite ha offerto una fruttificazione sobria, affiancata da una preziosa filatura che prometteva grappoli radi e concentrati.
Le piogge frequenti hanno bagnato la terra con ritmo costante, mentre il fresco alito notturno ha placato la pressione di oidio e peronospora fino a maggio. Nella quiete del 22 giugno, un improvviso grido di grandine ha ferito ma non domato lo spirito del vigneto.
Un luglio fresco è stato solcato da piogge lente e rinvigorenti, un balsamo che ha donato linfa e pazienza.
Poi agosto, con il suo sole imponente, ha regolato il vigore anticipato della vite in un respiro profondo, asciugando gli eccessi e placando definitivamente la pressione della tignola. La vendemmia si è così dipanata con ritmo misurato, svelando grappoli di straordinaria concentrazione, dove acidità vibrante e polpa sostanziosa si fondono in un equilibrio di rara eleganza. Un’annata che ha trasformato le sfide in forza, donando un vino dal carattere profondo e dalla tensione splendidamente autentica.